Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri

CONGRESS ABSTRACT

CONGRESS ABSTRACT

Predittori di impianto di ICD in pazienti con defibrillatore indossabile

Bolognesi Maria Giulia Piacenza (Piacenza) – Ospedale Guglielmo Da Saliceto | Rossi Luca Piacenza (Piacenza) – Ospdedale Guglielmo Da Saliceto | Biagi Andrea Piacenza (Piacenza) – Ospedale Guglielmo Da Saliceto | Bricoli Serena Piacenza (Piacenza) – Ospedale Guglielmo Da Saliceto | Sticozzi Concetta Piacenza (Piacenza) – Ospedale Guglielmo Da Saliceto | Comastri Greta Piacenza (Piacenza) – Ospedale Guglielmo Da Saliceto | Aschieri Daniela Piacenza (Piacenza) – Ospedale Guglielmo Da Saliceto | Gibiino Federico Ferrara (Fe) – Universit√† Degli Studi Di Ferrara | Villani Giovanni Quinto Ponte Dell’Olio (Pc) – Clinica San Giacomo |

Introduzione : Precedenti studi hanno stabilito il ruolo del defibrillatore indossabile (WCD) in pazienti a transitorio rischio di morte improvvisa(MI) . Nei registri Europei circa il 40% dei pazienti è stato sottoposto ad impianto di defibrillatore impiantabile (ICD) al termine dell’utilizzo del  WCD. Non è noto se il  WCD puo’ essere utile nella decisione finale di impianto di ICD.

Materiali e metodi: Abbiamo considerato retrospettivamente 60  pazienti consecutivi che hanno indossato il WCD tra Agosto 2017 and giugno 2022 presso la Cardiologia di Piacenza . Abbiamo valutato le caratteristiche cliniche e gli eventi aritmici registrati durante il tempo di indossamento  , cercando se fossero predittrici di impianto di ICD.

Risultati : Dei 60 pazienti con età media di 66,9±11.9 anni ed FEVS 29,73%±10.8, l’87% era costituito da maschi, l’80% presentava ipertensione arteriosa, il 30% diabete mellito, il 13 % vasculopatia periferica, il 23 % insufficienza renale cronica, il 63% scompenso cardiaco, 7% pregresso stroke.Il 56% dei pazienti era affetto da cardiopatia ischemica , il 38.3% da cardiomiopatia dilatativa , il 5% aveva espiantato l’ICD. Al termine del tempo di indossamento del WCD un totale di 34 partecipanti (56.6%) è stato sottoposto ad impianto di ICD (ICD). Il sesso femminile era inversamente correlato ad impianto di ICD  ( ICD 5,9% vs no ICD 23,1%, p= 0,03), mentre una bassa frazione di eiezione all’inizio della valutazione era  direttamente corralata ad impianto di ICD  ( ICD 27.1±9.3 vs  no ICD 33.1±11.9, p=0,03). Benchè nella nostra popolazione non ci siano stati shock del WCD ,  il piu’ forte predittore d’impianto era costituito dagli eventi aritmici totali registrati al monitoraggio del WCD sia tachicardie ventricolari sostenute, non sostenute che  tachicardie soptraventricolari e fibrillazione atriale.  ( ICD 20 vs no ICD 0 , p <  0,01).L’età  ( ICD 66.6±11.9 vs NO ICD 67.4±11.9, p=0,7). L’eziologia della cardiopatia  ischemica e non ischemica ( ICD 52% vs no ICD 53,8%, P=0.5) non erano fattori correlati ad impianto di ICD.

 Conclusioni

Nel nostro studio la frequenza di impianto di ICD dopo il tempo di indossamento è in linea anche se  lievemente superiore ai principali registri Europei. Gli eventi aritmici registrati durante il monitoraggio con WCD sono correlati ad impianto di ICD . Pertanto ,quando utilizzato ,il WCD potrebbe essere un ulteriore aiuto nella decisione finale di impianto di ICD. Ulteriori dati sono necessari .