Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri

CONGRESS ABSTRACT

CONGRESS ABSTRACT

UNA STRANO ECG DOPO UNA CADUTA A TERRA

Clo’ Stefano Ferrara (Ferrara) – Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara | Bertini Matteo Ferrara (Ferrara) – Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara | Sirugo Paolo Ferrara (Ferrara) – Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara | Orazio Giovanni Ferrara (Ferrara) – Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara | Capanni Andrea Ferrara (Ferrara) – Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara | Guardigli Gabriele Ferrara (Ferrara) – Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara | Malag├╣ Michele Ferrara (Ferrara) – Azienda Ospedaliero-Universitaria Di Ferrara

Un uomo di 84 anni viene trovato dalla figlia a terra privo di coscienza. Il paziente è affetto da ipertensione arteriosa, dislipidemia e diabete mellito tipo II complicato da neuropatia periferica; non presenta precedenti anamnestici di rilievo, fatto salvo per frequenti cadute a terra. Allertati i soccorsi, l’uomo viene condotto in pronto soccorso.

In PS viene registrato uno strano elettrocardiogramma, per cui viene chiesta una consulenza cardiologica urgente.

 

Il cardiologo, presa visione dell’ECG, chiede che venga misurata la temperatura corporea, che risulta di 29.7°C.

L’ECG registrato mostra infatti i segni dell’ipotermia grave, che comprendono un blocco atrioventricolare avanzato (di III grado in questo caso), uno slargamento del QRS con comparsa dell’onda di Osborn e l’allungamento dell’intervallo QT.

L’onda di Osborn, in particolare, è una deflessione positiva visibile al punto J; è un segno elettrocardiografico non comune che deve farci immediatamente pensare all’ipotermia, pur non essendone patognomonico (si può infatti ritrovare anche nell’ischemia miocardica acuta, nell’ipercalcemia, nella sepsi ed in molte altre condizioni non associate ad ipotermia). 

In razionale elettrofisiologico alla base dell’onda di Osborn è da ricercarsi nella corrente Ito, corrente transitoria determinata dall’uscita dal miocardiocita ventricolare di ioni potassio e responsabile di una breve ripolarizzazione parziale durante la fase 1 del potenziale d’azione. L’ipotermia aumenta l’ampiezza e la larghezza dell’incisura nel potenziale d’azione dovuta alla corrente Ito in epicardio molto più che in endocardio, e questa differenza crea un gradiente di voltaggio transmurale che si manifesta all’ECG di superficie come onda di Osborn, dapprima più evidente nelle derivazioni infero-laterali; al diminuire della temperatura corporea, diventa poi via via evidente in tutte le 12 derivazioni mentre, con il ritorno alla normotermia, si assiste ad una progressiva scomparsa della stessa. Questa differenza di potenziale transmurale correla inoltre con possibili effetti proaritmici – quando legata ad ischemia miocardica acuta, l’onda di Osborn è fattore prognostico negativo in quanto associata ad un più frequente sviluppo di FV.

Il nostro paziente era dunque caduto durante la notte ed aveva stazionato a terra per ore; è stato ricoverato in osservazione breve intensiva dove è stato riscaldato ed idratato, con una rapida e totale risoluzione del quadro clinico ed elettrocardiografico.